XRP vola dopo il lancio degli ETF e cresce l’attenzione per Bitcoin Hyper

Le criptovalute sono considerate una classe di asset di investimento ad alto rischio. Investire in crypto può comportare la perdita parziale o totale del capitale. Il contenuto di questo sito web è destinato esclusivamente a scopo informativo e didattico e non deve essere interpretato come consulenza finanziaria o di investimento.
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Lancio degli ETF su XRP, nuova corsa agli investimenti e interesse crescente per un layer-2 su Bitcoin: ecco cosa sta succedendo davvero e perché sempre più capitali guardano oltre le solite grandi crypto.

Le notizie sugli ETF su XRP hanno riacceso l’attenzione, il prezzo è salito in poche ore e molti si stanno chiedendo se non sia arrivato il momento di rivedere la lista delle migliori criptovalute da tenere d’occhio, anche in ottica più “istituzionale”.

Franklin Templeton e Grayscale hanno lanciato i loro spot ETF su XRP su NYSE Arca, cioè prodotti quotati in Borsa che permettono di esporsi al token senza dover smanettare con wallet e exchange; è un passaggio chiave perché parla il linguaggio di Wall Street.

Quando entra in campo lo smart money di grandi gestori, lo sguardo si allarga subito anche ad altri progetti e una parte degli investitori inizia a cercare le migliori crypto presale, cioè quei token in prevendita che potrebbero sfruttare l’onda di entusiasmo generata dai grandi nomi della finanza.

ETF su XRP e nuovo interesse istituzionale

Il prezzo negli ultimi giorni ha dato spettacolo: XRP è salito di oltre l’8% in 24 ore, ha toccato un massimo settimanale intorno a 2,28 dollari e oscilla nell’area dei 2,23–2,25 dollari, con un clima decisamente più bullish rispetto alle settimane precedenti.

Tutto questo arriva dopo anni di battaglia legale tra Ripple e la SEC statunitense; il via libera agli spot ETF non cancella il passato, ma viene percepito come un possibile punto di svolta, perché rende più semplice per banche, fondi e gestori muoversi in un quadro regolatorio più chiaro.

Su NYSE Arca l’ETF di Franklin Templeton verrà negoziato con il ticker XRPZ, con una commissione dello 0,19% che il gestore si è impegnato ad azzerare sui primi 5 miliardi di asset fino a maggio 2026, un segnale abbastanza esplicito di quanto voglia spingere questo prodotto.

Intanto Bitwise si è già mossa e il suo fondo su XRP ha raccolto circa 118 milioni di dollari nella prima settimana; non sono cifre da capogiro rispetto ad altri prodotti, ma bastano per far capire che, se c’è una porta regolamentata, gli investitori tradizionali sono pronti a varcarla.

Entra in scena Bitcoin Hyper

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Mentre l’attenzione su XRP cresce, un’altra storia sta circolando tra investitori e analisti: Bitcoin Hyper, presentato come il primo layer-2 costruito per portare pagamenti veloci e poco costosi direttamente su Bitcoin, sta attirando una quantità sorprendente di capitali in presale.

L’idea di base è semplice da visualizzare: Bitcoin resta l’autostrada principale, molto sicura ma non velocissima, mentre Bitcoin Hyper costruisce una sorta di corsia veloce sopra, usando la macchina virtuale di Solana per gestire tante transazioni al secondo e poi appoggiandosi alla sicurezza della Proof-of-Work.

Per far funzionare il tutto, il progetto usa un bridge: si manda BTC a un indirizzo monitorato, uno smart contract sul motore SVM controlla i blocchi, conferma che i fondi siano davvero arrivati e genera una versione “avvolta” di quei BTC sulla rete Bitcoin Hyper, pronta per essere usata in DeFi o dApps.

I numeri della presale di Bitcoin Hyper

Questa architettura, almeno sulla carta, ha convinto parecchi investitori: la presale ha già superato 28,4 milioni di dollari raccolti, con più di 620 milioni di token venduti, numeri che raccontano un interesse forte per un’infrastruttura che promette di sbloccare nuovi usi per Bitcoin.

Chi partecipa all’ICO può ottenere un rendimento di staking del 41% annuo, almeno nella fase iniziale; il progetto sottolinea inoltre di essere stato auditato da società come Coinsult e Spywolf e di essere considerato un pre-launch di primo piano da alcuni tracker del settore.

Il prezzo attuale in prevendita è di 0,013325 dollari, quindi molti lo percepiscono come “sottovalutato” rispetto al potenziale; è la classica combinazione che piace allo smart money: capitalizzazione ancora bassa, narrativa forte e la speranza che, in pieno bull market, il movimento diventi parabolico.

 

By Elia Menghini

Elia Menghini ha iniziato il suo percorso accademico in Ingegneria Informatica, specializzandosi successivamente in tecnologie blockchain. Dopo anni di ricerca e consulenza nel settore fintech, è oggi riconosciuto come esperto nell’analisi di progetti crypto e soluzioni decentralizzate.