XRP testa la resistenza cruciale a 2,30 dollari mentre continuano gli afflussi verso gli ETF

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XRP guida la settimana tra rialzi e afflussi negli ETF, mentre Bitcoin Hyper prova a cambiare il modo in cui si usa Bitcoin nella vita reale, tra presale da record, Layer 2 veloce e promesse di alta utilità.

XRP nelle ultime settimane è tornata a far parlare di sé, piazzandosi in cima alla classifica delle migliori altcoin per performance tra i grandi nomi, con un rialzo a doppia cifra che stona parecchio rispetto all’andamento fiacco di molti altri asset.

Dietro il movimento non c’è solo entusiasmo momentaneo ma una combinazione di fattori piuttosto chiara, perché il prezzo si è mosso dal minimo di novembre con un recupero di circa 25% e ora sta facendo su e giù in una zona molto precisa, tra 2,15 e 2,30 dollari.

Questo livello a 2,30 dollari è una resistenza che il mercato sta testando più volte, quasi fosse un soffitto di vetro, e proprio lì si vede se la spinta compratrice ha davvero fiato a sufficienza oppure se servirà una pausa più lunga.

Afflussi negli ETF e ruolo degli investitori istituzionali

La benzina che ha alimentato il movimento di XRP arriva in gran parte dagli ETF spot quotati negli Stati Uniti, che da quando sono stati lanciati continuano a macinare giornate di afflussi consecutivi, segnale che l’interesse non è solo di breve periodo.

Si parla di 9 sedute di fila di flussi in entrata, con un patrimonio complessivo che ha superato i 643,91 milioni di dollari e giornate singole, come quella del 24 novembre, in cui gli ETF hanno raccolto da soli ben 164 milioni di dollari.

Tra i vari prodotti spicca l’ETF XRPC, che da solo ha superato 334,59 milioni di dollari, di cui 243,05 milioni arrivati addirittura nel primo giorno di scambi, mentre Franklin XRPZ si è fermato a 74,54 milioni e gli ETF di Bitwise e Grayscale oscillano intorno a 163,11 e 71,68 milioni.

Dalla “blue chip” alla presale: entra in scena Bitcoin Hyper

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Mentre XRP lotta con le proprie resistenze tecniche, sulla scena è comparsa una nuova protagonista: Bitcoin Hyper, una presale che ha già raccolto 28,5 milioni di dollari, cifra notevole se confrontata con tante altre vendite iniziali rimaste molto più indietro.

Qui il racconto è diverso, perché non si parla di un token nato solo per cavalcare il momento, ma di un progetto che prova a rendere Bitcoin qualcosa di più di un semplice store of value, cioè un “oro digitale” da tenere fermo in un wallet.

L’idea è costruire una rete Layer 2 ad alta velocità, dove si possano muovere pagamenti, applicazioni DeFi, NFT e strumenti basati su smart contract senza appoggiarsi continuamente al livello di base di Bitcoin, notoriamente più lento e costoso per le transazioni frequenti.

Tecnologia in stile Solana e bridge verso Bitcoin

Per ottenere questo risultato, Bitcoin Hyper prende ispirazione dal modello di esecuzione di Solana, puntando su un execution model pensato per elaborare molte operazioni in parallelo, e lo combina con un bridge sicuro che consente di portare BTC sulla nuova rete.

Una volta spostati i token sulla chain di Bitcoin Hyper, le transazioni diventano più rapide e con costi ridotti, ma continuano a poggiarsi sulla sicurezza del network principale di Bitcoin, che rimane il punto di riferimento per la protezione dei fondi.

In pratica si cerca di unire due mondi, quello della solidità e della sicurezza di lunga data di Bitcoin e quello della flessibilità delle piattaforme più moderne, creando uno spazio dove sviluppatori, creators e community possano costruire servizi senza doversi allontanare dall’ecosistema BTC.

Se XRP rimane un riferimento tra le grandi, grazie al ruolo di XRP Ledger nei pagamenti e nelle partnership tra banche, molte strategie “smart” stanno guardando con attenzione alle altcoin più piccole, dove ogni nuovo step di adozione può avere impatto maggiore sul prezzo.

By Elia Menghini

Elia Menghini ha iniziato il suo percorso accademico in Ingegneria Informatica, specializzandosi successivamente in tecnologie blockchain. Dopo anni di ricerca e consulenza nel settore fintech, è oggi riconosciuto come esperto nell’analisi di progetti crypto e soluzioni decentralizzate.