Il mercato globale delle criptovalute ha registrato un forte ribasso nelle ultime 24 ore, con una contrazione di circa 150 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva, mentre gli investitori hanno ridotto l’esposizione agli asset a maggiore rischio.
Bitcoin è sceso sotto la soglia degli 88.000 dollari, Ethereum è tornato sotto i 3.000 dollari, mentre le vendite si sono estese alle principali altcoin, tra cui XRP, Solana, TRON e Monero.
Il movimento si inserisce in un contesto di accentuata incertezza geopolitica e macroeconomica, che ha pesato in modo significativo sul sentiment di mercato. I dati mostrano che le posizioni a leva sono state colpite in maniera sproporzionata, amplificando la pressione ribassista sull’intero comparto crypto.
Timori sui dazi e incertezza politica frenano il mercato
Uno dei principali fattori alla base del sell-off è stato il ritorno delle preoccupazioni legate alla politica commerciale statunitense.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni che riaprono il tema di nuovi dazi verso diversi Paesi dell’Unione Europea, collegandoli a negoziati geopolitici più ampi. Le autorità europee hanno respinto l’ipotesi, segnalando la possibilità di contromisure.
Ad aumentare l’incertezza, la Supreme Court of the United States ha rinviato una decisione chiave collegata al dossier sui dazi, prolungando una fase di ambiguità che ha contribuito a destabilizzare i mercati globali. In questo scenario, gli asset “risk-on”, incluse le criptovalute che esploderanno, hanno reagito negativamente, con gli investitori impegnati a riconsiderare il profilo di rischio in assenza di indicazioni politiche chiare.
Deflussi dagli ETF Bitcoin segnalano prudenza istituzionale
Anche i flussi istituzionali hanno contribuito alla debolezza del mercato.
Secondo i dati di Farside, gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per circa 874,4 milioni di dollari negli ultimi due giorni. Il maggiore contributo alle vendite è arrivato dal fondo gestito da Fidelity, con riscatti per circa 357,3 milioni di dollari, seguito da prodotti di Grayscale, Bitwise e ARK Invest.
La dinamica suggerisce un atteggiamento più difensivo da parte degli investitori istituzionali, molti dei quali sembrano riallocare capitale verso strumenti tradizionalmente considerati rifugio. Nello stesso periodo, infatti, oro e argento hanno toccato nuovi massimi, confermando una rotazione verso asset a minore volatilità.
Liquidazioni a catena accentuano il ribasso
Il calo dei prezzi ha innescato una serie di liquidazioni forzate sui mercati dei derivati crypto. I dati di CoinGlass indicano che circa 183.050 trader sono stati liquidati nelle ultime 24 ore, per un valore complessivo di 1,02 miliardi di dollari.
Le posizioni long hanno rappresentato quasi il 90% delle liquidazioni, pari a circa 928,45 milioni di dollari. La singola liquidazione più rilevante è stata registrata su Bitget, dove una posizione BTC/USDT da 13,52 milioni di dollari è stata chiusa forzatamente. Questi eventi tendono a intensificare i movimenti di mercato, soprattutto in fasi caratterizzate da liquidità in calo.
Livelli chiave e sentiment di mercato
Bitcoin è sceso da area 97.000 dollari nel giro di tre giorni, mentre il Crypto Fear and Greed Index è calato a 32, collocando il sentiment complessivo nella zona di “fear”. Nonostante la correzione, i volumi di scambio risultano in aumento, segnale di ri-posizionamento attivo piuttosto che di uscita strutturale dal mercato.
Secondo alcuni analisti, finché l’incertezza macro e geopolitica resterà elevata, il mercato crypto potrebbe continuare a muoversi in modo laterale o volatile, con una maggiore sensibilità alle notizie di policy e ai flussi istituzionali.
Contesto macro in Europa e Italia
Dal punto di vista europeo, la fase di tensione commerciale transatlantica si inserisce in un quadro già complesso.
L’Unione Europea si trova a gestire contemporaneamente:
- una crescita economica debole,
- una politica monetaria restrittiva che potrebbe allentarsi solo gradualmente,
- l’impatto delle nuove regole MiCA sul settore crypto.
In Italia, il mercato degli asset digitali resta fortemente influenzato dal contesto macro globale. La maggiore avversione al rischio tende a penalizzare soprattutto gli investitori retail più esposti alla leva, mentre cresce l’interesse per strategie di accumulo graduale e per strumenti regolamentati. Allo stesso tempo, l’attenzione delle autorità resta alta su tracciabilità, fiscalità e conformità normativa, elementi che continuano a distinguere l’approccio europeo rispetto ad altri mercati.
La correzione odierna del mercato crypto riflette una combinazione di incertezza geopolitica, deflussi istituzionali e liquidazioni a leva, più che un deterioramento strutturale dei fondamentali. In assenza di chiarezza su dazi, politiche monetarie e flussi ETF, la volatilità rimane elevata e il sentiment fragile, confermando la forte interconnessione tra criptovalute e scenario macro globale.


