Previsioni aggressive, sfiducia nel dollaro, corsa agli asset alternativi: cosa c’è dietro le parole di Kiyosaki e perché Bitcoin e le altre criptovalute sono al centro del dibattito sulla prossima grande crisi globale.
Kiyosaki è tornato a far parlare di sé dopo l’ennesimo post su X: secondo lui Bitcoin arriverà a 250.000 dollari entro il 2026 e chi oggi studia le migliori criptovalute si sta preparando a un grande cambiamento, non solo finanziario.
Per chi non lo conoscesse, è l’autore di “Rich Dad Poor Dad”, un libro che ha insegnato a milioni di persone a diffidare dei debiti inutili e del risparmio fermo sul conto, preferendo asset reali che possano difendere dall’inflazione.
Adesso alza l’asticella: non parla più solo di scenari generici ma indica 250.000 dollari come obiettivo realistico per Bitcoin, partendo da un prezzo intorno a 92.600 dollari, una salita che per lui ha senso in un contesto così instabile.
Kiyosaki e la scommessa su Bitcoin
Il cuore del suo messaggio è semplice: secondo Kiyosaki gli Stati Uniti sono il più grande debitore della storia e la Federal Reserve stampa “soldi finti” per tenere in piedi un sistema che prima o poi potrebbe cedere.
Quando parla di “fake money” punta il dito sul fatto che le valute tradizionali non sono più coperte da nulla di concreto e possono essere create a piacimento, mentre i risparmiatori vedono il potere d’acquisto erodersi anno dopo anno.
Di conseguenza, nella sua strategia entrano Bitcoin, oro e argento come “ancore” contro l’instabilità, strumenti che secondo lui non dipendono dalle decisioni di politici e banchieri centrali e che possono reggere meglio urti economici imprevisti.
Dollaro fragile e corsa agli asset reali
A rafforzare il quadro ci sono alcuni dati storici: ogni dimezzamento ha preceduto fasi di forte bull run, perché le nuove unità create diminuiscono mentre, in teoria, l’interesse aumenta e spinge i prezzi verso l’alto nel medio periodo.
Alcuni analisti citano anche indici che confrontano prezzo di mercato e valore “reale” accumulato dagli investitori, segnali che oggi non indicano ancora euforia totale e lasciano spazio a possibili ulteriori salite, pur senza certezze.
In questo contesto la previsione di 250.000 dollari non è solo una provocazione, ma un modo per sottolineare quanto, secondo lui, il sistema tradizionale sia fragile e quanto Bitcoin possa diventare centro di un nuovo equilibrio finanziario globale.
Perché la sua previsione fa discutere
Chi segue Kiyosaki da anni conosce il suo motto “savers are losers”: in un mondo dove i prezzi salgono e gli stipendi arrancano, tenere troppa liquidità ferma equivale, secondo lui, ad accettare una perdita lenta ma costante.
Per questo non si limita a comprare strumenti legati a oro e argento, ma arriva a possedere direttamente miniere, così da controllare fisicamente la fonte del valore e ridurre la dipendenza da intermediari e promesse sulla carta.
Tuttavia la sua visione così netta non significa che tutto andrà per forza così; i mercati possono sorprendere in entrambe le direzioni e prendere alla lettera ogni previsione è rischioso quanto ignorare completamente i segnali di squilibrio.
Tra difesa dall’inflazione e rischio eccessivo
La novità interessante è l’attenzione a Ethereum, che Kiyosaki, anche sulla scia delle analisi di Tom Lee, considera un tassello chiave del futuro sistema finanziario grazie al ruolo nella struttura delle stablecoin e dei pagamenti digitali.
In pratica, mentre Bitcoin viene visto da lui come “scudo” contro il declino del dollaro, Ethereum rappresenta la parte tecnologica per pagamenti, contratti automatizzati e servizi innovativi, dove imprese e creators possono costruire nuovi modelli di business.
Non a caso molti osservatori avvicinano questi asset ai progetti più solidi rispetto a tante iniziative improvvisate, ricordando però che anche i nomi più famosi restano esposti a volatilità e a cicli difficili da prevedere con precisione.

