Bitcoin ha subito nuove pressioni nel corso del weekend, mentre i mercati hanno iniziato a scontare con sempre maggiore convinzione un possibile rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan (BoJ) nel prossimo meeting di politica monetaria previsto per la prossima settimana. Gli operatori si attendono un aumento dei tassi che porterebbe il benchmark giapponese allo 0,75%, uno scenario che potrebbe ridurre la liquidità globale e penalizzare gli asset più rischiosi, comprese le criptovalute.
L’attenzione del mercato è ora concentrata sul meeting di dicembre, anche alla luce dell’aumento delle posizioni short aperte da grandi investitori istituzionali (whale), che contribuiscono ad accrescere l’incertezza nel breve periodo. Il sentiment resta prudente, ma alcuni analisti ritengono che Bitcoin possa recuperare terreno una volta chiarito il quadro macroeconomico.
Un rialzo dei tassi BoJ può innescare una correzione di Bitcoin?
Secondo un’analisi condivisa su X dall’analista Bloomberg Ted Pillows, la probabilità di un rialzo dei tassi di 25 punti base durante la riunione BoJ del 18–19 dicembre supera il 90%. Anche Reuters ha riportato stime simili, indicando una probabilità del 91,4% per un aumento di pari entità già nella prossima settimana, in seguito ai commenti rilasciati da alcuni esponenti della banca centrale giapponese.
Altri analisti ipotizzano che, se gli schemi storici dovessero ripetersi, Bitcoin potrebbe tornare in area 70.000 dollari. In precedenti fasi di inasprimento monetario, infatti, i rialzi dei tassi in Giappone sono stati associati a correzioni del 20–25% del prezzo di BTC, in gran parte legate allo smantellamento delle cosiddette operazioni di “yen carry trade”.
Quando il Giappone aumenta i tassi, il costo del denaro in yen cresce e molti investitori riducono l’esposizione verso asset più rischiosi, incluse le criptovalute. Nonostante ciò, i detentori di lungo periodo continuano ad accumulare Bitcoin anche in contesti di forte volatilità. Michael Saylor, ad esempio, ha ribadito l’intenzione di proseguire con acquisti strategici di BTC anche in fasi di marcata incertezza.
Le aspettative di mercato appaiono già in larga parte incorporate nei prezzi. Sulla piattaforma Polymarket, la probabilità di un rialzo di 25 punti base a dicembre è salita fino al 98%, mentre restano contenute le aspettative per un aumento più consistente.
Bitcoin sotto gli 80.000 dollari entro fine anno?
Un rialzo dei tassi allo 0,75% porterebbe il tasso di riferimento giapponese ai massimi degli ultimi 30 anni, avvicinandolo alle stime di un livello “neutrale”. Secondo alcuni analisti, questa svolta potrebbe accelerare la fase correttiva sui mercati globali più esposti al rischio.
Altri strategist, tuttavia, sottolineano come un eventuale aumento della volatilità potrebbe essere temporaneo. Una volta superata l’incertezza macroeconomica, Bitcoin potrebbe tornare a mostrare segnali di forza. Tom Lee, ad esempio, prevede nuovi massimi storici per BTC nella prima parte del 2025.
I dati on-chain indicano un aumento del sentiment ribassista tra i grandi trader. Ted Pillows ha segnalato che una whale avrebbe recentemente aperto una posizione short su Bitcoin da 89 milioni di dollari con leva 3x, un operatore che, secondo le stime, avrebbe realizzato oltre 23 milioni di dollari di profitti negli ultimi due mesi.
Anche il mercato dei derivati mostra una crescente attività di copertura contro possibili ribassi. I contratti Kalshi attribuiscono attualmente una probabilità del 28% a una discesa di Bitcoin sotto gli 80.000 dollari entro la fine dell’anno. Al momento, secondo CoinMarketCap, Bitcoin viene scambiato intorno agli 88.800 dollari.
In un contesto di elevata sensibilità ai fattori macroeconomici, il sentiment degli investitori rimane fragile. L’esito del prossimo meeting della Bank of Japan è atteso come un elemento chiave per determinare la direzione del prezzo di Bitcoin nelle ultime settimane dell’anno.
