La domanda perché il mercato delle criptovalute su cui investire è in calo oggi ha una lista crescente di risposte. Nelle ultime 24 ore, la capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute è scesa del 2,4%, scendendo a 3.100 miliardi di USD. Allo stesso tempo, 92 delle prime 100 criptovalute hanno registrato perdite.
Le previsioni sul prezzo di Bitcoin sono scese sotto i 90.000 USD, mentre Ethereum è sceso sotto i 3.000 USD. Dietro i numeri in rosso ci sono condizioni macroeconomiche più restrittive, forti deflussi dagli ETF, un aumento delle liquidazioni con leva e uno shock politico proveniente da Davos.
I trader stanno adottando posizioni di avversione al rischio poiché il sentiment sia al dettaglio che istituzionale si sta deteriorando. Sebbene la volatilità rimanga contenuta, i dati sulle opzioni mostrano un forte skew al ribasso, segnalando ulteriori turbolenze in arrivo.
BTC ed ETH affrontano pressioni di vendita mentre la paura torna sul mercato
Bitcoin è attualmente scambiato a 89.183 USD, con una capitalizzazione di mercato di 1.780 miliardi di USD. Il suo volume di scambi nelle 24 ore è crollato del 28%, scendendo a 36,1 miliardi di USD. Ethereum, a 2.929 USD, ha perso slancio, con il volume in calo del 33% a 21,9 miliardi di USD.
Entrambe le criptovalute sono tornate ai loro modelli di comportamento ad alto beta, amplificando i movimenti del mercato più ampio. Gli analisti di Derive.xyz segnalano un forte deterioramento dello skew a 25 delta di BTC, sceso dal +5% dello scorso anno al -3% di oggi.
Questo indica che i trader stanno pagando un premio per la protezione al ribasso, coprendosi effettivamente contro perdite a medio termine. Con 92 delle prime 100 criptovalute in rosso, l’indice di sentiment generale è ora saldamente tornato nella zona di paura.
Il discorso di Trump a Davos e la “crisi della Groenlandia” scuotono i mercati del rischio globali
La volatilità è tornata sui mercati globali dopo il discorso del presidente Trump al WEF di Davos, dove ha annunciato dazi doganali estesi rivolti alle nazioni europee come parte del suo rinnovato sforzo per acquisire la Groenlandia.
I dazi proposti vanno dal +10% al +25%, accendendo timori di una nuova guerra commerciale. I leader europei hanno risposto con un pacchetto di ritorsione da 93 miliardi di euro. Mentre gli investitori fuggivano dagli asset rischiosi, il mercato crypto è stato tra i primi a risentirne.
Solana e le meme coin ad alto potenziale di crescita hanno registrato perdite a due cifre, mentre Bitcoin è sceso ulteriormente sotto i 90.000 USD. La tempistica dell’annuncio, unita allo stress macroeconomico esistente, ha aggiunto ulteriore pressione di vendita sugli asset digitali.
I deflussi dagli ETF segnalano un ritiro istituzionale mentre la liquidità si restringe
Dopo un 2025 da record, gli ETF su Bitcoin spot stanno registrando oltre 800 milioni di USD in riscatti in sole 48 ore. Secondo SosoValue, non ci sono stati afflussi in questo periodo, sottolineando un ritiro più ampio da parte degli investitori istituzionali.
Gli analisti suggeriscono che i grandi attori stanno realizzando guadagni dopo la corsa di BTC a 126.000 USD lo scorso anno. L’assenza di nuovi acquirenti, unita a questa attività di uscita, ha innescato una crisi di liquidità. Questo squilibrio tra venditori è particolarmente visibile nei mercati con leva.
Solo ieri, sono stati liquidati oltre 371 milioni di USD in posizioni long su BTC, secondo Coinglass. Questo ha creato un effetto a cascata, trascinando al ribasso Ethereum, Solana e altre altcoin.
Lacune di liquidità e vendite di garanzie alimentano il calo
Il recente Martin Luther King Jr. Day negli Stati Uniti ha creato una temporanea lacuna di liquidità, amplificando gli ordini di vendita istituzionali in un momento critico. Gli analisti affermano che questa lacuna ha intensificato le vendite durante l’ondata di riscatti dagli ETF.
Allo stesso tempo, le liquidazioni delle posizioni long stanno costringendo a ulteriori vendite spot di garanzie crypto, peggiorando il sell-off. Ethereum ha faticato a rimanere sopra i 3.100 USD, e Solana – nota per il suo alto beta – è scesa dell’11% nell’ultima settimana.
Con il momentum in rottura, i trader stanno spostando i fondi verso beni rifugio tradizionali come l’oro, che viene scambiato vicino a 4.600 USD, un nuovo massimo storico. Bitcoin, nel frattempo, non è riuscito a comportarsi come un hedge “oro digitale” in questo contesto.



