La Banca Centrale della Thailandia rafforza il monitoraggio di USDT mentre la stabilità del baht è sotto pressione

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ICOBench NEWS

La Bank of Thailand (BOT) ha annunciato il 13 gennaio una nuova serie di misure regolamentari volte ad affrontare criticità strutturali dell’economia nazionale e a stabilizzare il baht thailandese, includendo un monitoraggio rafforzato della stablecoin USDT (Tether).

La decisione segna un passaggio da un approccio di semplice osservazione a uno di intervento attivo, con le autorità che puntano a limitare flussi di capitale non regolamentati e a prevenire il rischio che attività finanziarie illecite possano compromettere la stabilità valutaria.

Maggiore attenzione su USDT e sui flussi di “gray money”

Intervenendo durante un seminario pubblico, il governatore della banca centrale Sethaput Suthiwartnarueput ha sottolineato come problemi strutturali irrisolti possano rappresentare una minaccia per la stabilità macroeconomica di lungo periodo della Thailandia. Secondo il governatore, la BOT sta ampliando il proprio raggio d’azione oltre i tradizionali indicatori economici, per affrontare rischi più profondi e sistemici.

Uno dei principali punti di attenzione riguarda i flussi di “gray money”, ossia capitali che transitano attraverso mercati finora poco regolamentati. In particolare, la banca centrale ha rilevato che circa il 40% dei venditori di USDT sulle piattaforme di trading domestiche è composto da soggetti stranieri, nonostante la normativa vigente vieti questo tipo di operatività.

Alla luce di queste evidenze, la BOT ha deciso di integrare formalmente USDT nel proprio framework di monitoraggio della liquidità, una delle azioni più dirette mai intraprese in Thailandia nei confronti delle stablecoin.

Sebbene il volume giornaliero di trading crypto nel Paese sia stimato intorno ai 78 milioni di dollari, una cifra nettamente inferiore rispetto ai 280–420 milioni di dollari scambiati quotidianamente sul mercato valutario tradizionale, le autorità hanno avvertito che gli asset digitali possono comunque diventare veicoli per attività finanziarie illecite.

Il governatore ha definito l’impatto crescente di questi flussi sul baht come un “problema strutturale reale”, evidenziando la necessità di un controllo più rigoroso.

Il mercato dell’oro come fattore chiave della volatilità del baht

L’estensione del quadro regolamentare è motivata anche dalla particolare struttura economica della Thailandia, caratterizzata da un mercato dell’oro di dimensioni rilevanti.

Secondo i dati della BOT, il trading di oro rappresenta circa il 50–60% del PIL thailandese, rendendolo una fonte significativa di volatilità valutaria. Nei giorni di rafforzamento del baht, tra il 45% e il 62% delle vendite domestiche di dollari USA è attribuibile agli operatori del mercato dell’oro.

Le transazioni sull’oro non regolamentate hanno amplificato le oscillazioni del tasso di cambio, spingendo le autorità a intervenire. La banca centrale ha riconosciuto che le sole politiche sui tassi di interesse non sono sufficienti per risolvere queste criticità strutturali.

La crescita economica del Paese ha infatti subito un rallentamento marcato, passando da una media storica del 5% a circa 2%, con una previsione per il 2026 compresa tra l’1,5% e l’1,7%. Questo contesto ha rafforzato la necessità di una risposta regolamentare più ampia e articolata.

Alcuni analisti osservano che, in un contesto di crescente sorveglianza e volatilità valutaria, le criptovalute detenute nel lungo periodo potrebbero iniziare a essere considerate come strumenti di protezione patrimoniale, pur restando fondamentale la consapevolezza normativa.

Nuovo quadro regolamentare e controlli rafforzati

Le nuove misure si basano su una direttiva governativa emessa il 9 gennaio, che introduce requisiti più stringenti in materia di reporting e KYC (Know Your Customer) per il settore crypto e per il commercio dell’oro.

Tra le principali disposizioni:

  • obbligo per le banche commerciali di segnalare alla banca centrale le transazioni sospette
  • dichiarazione della provenienza dei fondi per afflussi in valuta estera superiori a 200.000 dollari
  • monitoraggio degli scambi in contanti superiori a 27.000 dollari in banconote di piccolo taglio
  • applicazione della Travel Rule crypto per tracciare le transazioni transfrontaliere

Le autorità hanno inoltre istituito un ufficio dati centralizzato, incaricato di aggregare e analizzare le informazioni provenienti da banche, operatori crypto e commercianti di oro, consentendo l’individuazione in tempo reale di attività sospette.

Gli standard antiriciclaggio sono stati inaspriti sia per i mercati dell’oro digitali sia per quelli fisici, con soglie di segnalazione più basse ora in vigore.

La Bank of Thailand prevede che le nuove misure di controllo su trading di oro digitale e USDT saranno pienamente operative entro la fine di gennaio, segnando un’importante intensificazione del regime di sorveglianza finanziaria del Paese.