L’aggiornamento Fusaka di ETH entra in vigore mentre il mercato è in ripresa

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Ethereum ha appena attivato un upgrade importante, il Fusaka Upgrade, proprio mentre il prezzo Ethereum prova a riprendersi dopo settimane di fatica. In parallelo sta spuntando un nuovo progetto collegato a Bitcoin che sta attirando parecchia attenzione: Bitcoin Hyper.

Ethereum resta una delle migliori crypto presale? Non esattamente, perché non è in prevendita, ma continua a essere un pilastro del settore, mentre nuovi token cercano spazio promettendo rendimenti alti e idee innovative. È qui che entra in gioco Bitcoin Hyper.

L’idea di fondo è semplice da raccontare: Ethereum prova a diventare più veloce ed economica con Fusaka, mentre Bitcoin Hyper cerca di dare nuova vita al capitale fermo su Bitcoin, usando una struttura più rapida per far girare applicazioni, servizi finanziari e anche le meme coin.

Ethereum tra upgrade e ripartenza

Ethereum oggi è la base di migliaia di applicazioni, giochi, progetti di finanza decentralizzata, ma questa popolarità ha un prezzo, perché quando tutti la usano insieme la rete tende a rallentare e le commissioni salgono in modo fastidioso.

Il Fusaka Upgrade nasce proprio per alleggerire questo traffico e preparare la rete a una fase successiva di crescita, cercando di mantenere bassi i costi senza snaturare l’idea originale di Ethereum, cioè una piattaforma aperta e decentralizzata.

Nel concreto, Fusaka introduce tra le altre cose un sistema chiamato EIP-7594, noto come PeerDAS, che serve a far sì che i nodi possano verificare i dati dei blocchi senza dover scaricare ogni singolo pezzo, risparmiando tempo e risorse.

Come funziona davvero questo PeerDAS

PeerDAS è un meccanismo di data availability sampling, espressione complicata che si può riassumere così, i nodi controllano che i dati esistano e siano accessibili, ma invece di prendersi tutto il “malloppo” ne scaricano solo parti scelte in modo intelligente.

Se abbastanza nodi confermano di avere pezzi diversi e coerenti degli stessi dati, la rete può considerare quel blocco affidabile senza intasarsi, ottenendo un equilibrio tra sicurezza, decentralizzazione e capacità di gestire più transazioni insieme.

Un ricercatore vicino a Ethereum ha spiegato che questa strada è stata lunga e scomoda perché non punta sul trucco di spostare tutto in pochi grandi server, preferisce una crescita lenta ma coerente con l’idea di una rete distribuita e non controllata da pochi.

Sul fronte dei grafici, dopo essere scesa sotto i 3.000 dollari, Ethereum ha trovato una specie di solidità in quell’area, disegnando un modello che gli analisti chiamano doppio minimo, che spesso indica la fine di una fase di debolezza.  

Entra in scena Bitcoin Hyper

Mentre succede tutto questo, una parte della community si sta guardando intorno e ha messo gli occhi su Bitcoin Hyper, un progetto che prova a rispondere a una domanda precisa, che cosa si può fare con i capitali fermi su Bitcoin.

Bitcoin Hyper Home Page

Bitcoin vale migliaia di miliardi tra tutte le monete in circolazione, ma nella pratica per molti è solo una sorta di “oro digitale” da tenere in portafoglio, perché la rete principale è lenta e poco adatta alle operazioni di tutti i giorni.

Bitcoin Hyper parte proprio da qui e propone una rete di tipo layer-2 alimentata dalla Bitcoin Hyper stessa, che usa la Solana Virtual Machine per gestire molte più transazioni al secondo, sfruttando comunque la solidità di Bitcoin come garanzia finale.

Presale, numeri e rendimento promesso

La prevendita del token HYPER ha già raccolto circa 28,9 milioni di dollari e, secondo gli ultimi aggiornamenti, ha superato anche i 29 milioni di dollari, segno che il progetto ha intercettato una fascia di investitori alla ricerca di idee più speculative.

Uno degli elementi che fa discutere è l’offerta di staking con rendimenti dichiarati fino al 40% all’anno per chi partecipa alla fase iniziale, percentuale molto alta che attira l’attenzione ma che va sempre letta con prudenza.

Il prezzo del token in questa fase è di circa 0,013375 dollari, dunque molto basso in valore assoluto, ma questo non significa automaticamente che ci sarà un’esplosione al momento del lancio, perché tutto dipenderà dalla capacità del team di eseguire la propria roadmap.