Ecco perché questo trader ritiene che Bitcoin potrebbe subire un calo del 70%

Le criptovalute sono considerate una classe di asset di investimento ad alto rischio. Investire in crypto può comportare la perdita parziale o totale del capitale. Il contenuto di questo sito web è destinato esclusivamente a scopo informativo e didattico e non deve essere interpretato come consulenza finanziaria o di investimento.
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Un trader vede un possibile -70%, ma tra Fed, livelli tecnici e novità come Bitcoin Hyper il quadro resta aperto: prudenza, contesto e orizzonte lungo sono le chiavi per non farsi travolgere.

Nei giorni scorsi il clima si è fatto più teso, e non a caso. Dopo il rialzo dei dazi deciso da Donald Trump sulle importazioni cinesi, i mercati hanno avuto un brusco stop con perdite per circa 16 miliardi di dollari, mentre Bitcoin ha iniziato a tentennare.

L’ultima mossa della Fed ha dato un piccolo respiro: taglio di 25 punti base, rimbalzo intorno al 2% nelle 24 ore, eppure Jerome Powell ha ricordato che un altro taglio a dicembre non è affatto scontato, di conseguenza l’incertezza resta sul tavolo.

Pressioni macro e previsioni estreme

In mezzo a questo contesto, un trader molto seguito su X ha proposto una lettura tendente al ribasso. Guardando il grafico a 2 settimane, sostiene che il prezzo sia su una trendline storicamente ostica e, ogni volta che l’ha toccata, sono partite vendite importanti, con scivolate profonde.

Tra 2021 e 2022 si sono viste discese pesanti dal picco, e a inizio 2025 il movimento da 109.000 a 70.000 ha ricordato quanto la volatilità faccia parte del gioco, sebbene la price discovery sia stata intensa.

L’ipotesi estrema parla addirittura di –70% rispetto ai livelli recenti, che significherebbe area 36.000. Può sembrare assurdo dopo vari ATH, tuttavia la storia non si ripete ma spesso fa rima, e l’umore del mercato cambia in fretta.

Nel breve, il quadro tecnico mostra una fase laterale con fascia 108.000–125.000. Il prezzo ha reagito sulla parte bassa del range e potrebbe tentare un nuovo passaggio verso 115.000, ma senza euforia, perché i segnali direzionali restano incerti.

Range, segnali e livelli chiave

Gli analisti ricordano che le probabilità di un ulteriore taglio a dicembre restano alte secondo alcune metriche di mercato, sebbene non vi sia certezza. Questo supporta gli asset rischiosi, tuttavia il percorso non è lineare, e basta poco per invertire.

L’indicatore di momentum preferito da molti non dà un segnale netto, quindi gli operatori faticano a prendere posizione convinta. In questi casi contano il supporto e la resistenza, perché aiutano a capire dove la domanda torna e dove svanisce.

Occhi puntati sulla media esponenziale a 200 giorni, in area 108.000. Una chiusura sotto quel livello aumenterebbe il rischio di una discesa più profonda verso 100.000, mentre recuperi rapidi sopra i massimi del range ridarebbero fiato al quadro.

Storia, cicli e probabilità

Vale la pena ricordare che, dopo cadute anche dolorose, Bitcoin ha sempre trovato il modo di ripartire, soprattutto per chi ragiona sul lungo periodo. Gli esempi non mancano, e la rally successiva ha spesso sorpreso gli scettici più duri.

Detto questo, prudenza. Chi investe dovrebbe considerare step graduali, orizzonte temporale adeguato e gestione del rischio, perché i movimenti improvvisi sono parte della natura dell’asset. Non servono formule magiche, serve disciplina.

Per chi cerca opportunità più speculative, qualcuno guarda alle migliori crypto presale, ma senza illusioni. Il potenziale c’è, tuttavia la volatilità è doppia, e la trasparenza dei progetti va verificata con calma, perché gli entusiasmi bruciano in fretta.

Bitcoin Hyper e la proposta su Layer-2

In questo filone si inserisce Bitcoin Hyper, che punta su Layer-2 per dare a Bitcoin velocità, costi più bassi e programmabilità. L’idea è semplice da dire e complessa da fare: portare funzionalità tipo smart contract e dApps senza snaturare l’asset.

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La rete di Bitcoin Hyper dichiara di usare Solana come motore per scalare performance e aprire spazi agli sviluppatori. Se il ponte funziona bene, si potrebbero costruire servizi nuovi, con finalità rapide e interazioni più fluide per wallet e con i  migliori exchange.

Il tassello tecnico si chiama Hyper Bridge: i BTC verrebbero bloccati in un wallet canonico su Bitcoin e “rappresentati” su L2 con finalità quasi istantanea, così da poter fare staking, lending e yield in modo più snello rispetto all’on-chain tradizionale.